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West Nile, continua la sorveglianza anche a settembre

immagine di una zanzara

Continua almeno per tutto il mese di settembre il monitoraggio dei casi di virus West Nile, che fino a questo momento ha interessato diverse regioni del nord e la Sardegna. La stagione appare di minore intensità rispetto al 2018, con il primo caso umano individuato a metà luglio, un mese in ritardo rispetto a quanto registrato l’estate scorsa.

Dall’inizio di giugno 2019, riporta l’ultimo bollettino dell’Iss aggiornato al 29 agosto, sono stati segnalati 16 casi umani di infezione, di cui 6 nella forma neuroinvasiva, mentre nello stesso periodo del 2018 erano già 334. Due dei casi trovati nel 2019 sono stati identificati grazie ai controlli effettuati sui donatori di sangue. Nelle province in cui viene trovato il virus nell’uomo o negli animali monitorati (zanzare, equini e uccelli) si effettua il test Nat su tutte le sacche donate. Per chi invece non risiede nelle aree interessate è prevista la sospensione per 28 giorni, a meno che una Regione o un singolo centro di raccolta non decida, come raccomandato dal Centro nazionale sangue, di adottare comunque il test.

Lo scorso anno nell’Unione Europea sono stati segnalati in tutto 1.489 casi umani di infezione da WNV, di cui 569 in Italia. Al momento i casi europei sono 117, mentre erano 410 nello stesso periodo dello scorso anno.

Per approfondire consulta:

 


Data di pubblicazione: 5 settembre 2019 , ultimo aggiornamento 6 settembre 2019


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